lunedì 14 aprile 2014

sete giapponesi e bottoni


Uno dei ricordi più belli che ho portato con me dal Giappone è certamente quello legato ai tessuti. Le grafiche, i colori e la fattura: lì ho toccato sete che non ho incontrato in nessun altro posto. Le più belle e preziose sono certamente quelle antiche. Nello zaino al ritorno avevo un sacchetto con degli spezzoni di antichi kimono. Questa collana è fatta con uno degli scampoli.


Alla seta giapponese ho abbinato una manciata di bottoni che stavano sparsi dentro una delle buste che mi aveva regalato mia zia Paola (ricco bottino di una gita al mercato). Eccoli, dunque, i bottoni e una parte del piccolo tesoro delle sete orientali.

E infine, la collana indossata in una mattina di primavera.


venerdì 21 marzo 2014

ti riempio di botti


Le botti in questione sono quelle di cui si riempirà il museo Unicum di Budapest.
Queste botti sono state illustrate da me e da altri prodi giovani artisti durante una serata (devo ammettere abbastanza simpatica) che si è tenuta alla Fonderia Napoleonica di Milano.

Inizialmente l'idea di performance live, in serata VIP (definizione dell'agenzia organizzatrice), a Milano non mi sorrideva troppo, ma poi l'idea di incontrare gli amici V, G e R, oltre che Fr e Gh che sarebbero stati lì a fare foto e video, ha avuto la meglio (insieme a una vile considerazione di natura pecuniaria sulla quale soprassederei).

Senza contare che nell'ultimo numero di Creative Review, dedicato all'illustrazione, si sostiene che la live illustration agli eventi è il dernier cri definitivo.



ecco la prova

Insomma: serata carina, colleghi simpatici e perfino, in alcuni casi, socievoli (qualità apparentemente da aborrire per essere un vero illustratore di grido, motivo per cui temo che non diventerò mai famoso), drinketti free e amici in giro... io mi son divertito.



versione 1 in cui ho cercato di imbucare la solita Louise Brooks, rifiutata


Qui un po' di foto della faccenda, realizzate dagli ottimi OFFICINA38, con me e i miei colleghi (Valeria Salvo, Simone Bubbico, Michela Pennesi e Typophrenic) e Isabella Zwack, proprietaria di Unicum, che è una vera sagoma.







e un selfie Hollywood style con los amigos.





P.S.: se proprio non sapete cosa fare per cinque minuti, votatemi qui
https://www.unicum.it/
ciaociao



lunedì 17 marzo 2014

amo la Sicilia* torta pistacchio, ricotta e cioccolato

Questa torta non esiste. L'ho inventata pensando alla Sicilia, una regione che è sempre nel mio cuore. Oltre ad aver dato i natali a tanti miei adorati e illustrissimi amici, è un posto in cui ci si sente bene. E non solo per il sole e per tutte le meraviglie, ma anche per le persone che vi si incontrano. I siciliani sono *duci* come direbbero loro, e se ti vogliono bene ti chiamano *gioia mia*. Insomma, mi piacciono e mi piace la Sicilia.

Avevo tantissimi pistacchi che mi aveva portato mia mamma da un suo viaggio a Siracusa e ho cercato in giro per il web delle ricette. Nessuna mi ha convinto e allora ho pensato a un abbinamento di profumo siculo pitacchio+ricotta+cioccolato (giusto un po'). Ed ecco il risultato (nella foto qui sotto vedete il binomio Mani D'oro sullo sfondo)

 
ma veniamo alla ricetta

ingredienti per la base della torta: pistacchi tostati (ma non salati) 300gr, farina 00 50gr, amido 50gr, zucchero 250gr,  burro 80 gr, uova 6, vermouth 1/2 bicchiere, lievito per dolci 1 bustina; ingredienti per la farcia: ricotta (io ho usato quella di mucca) 300gr, panna montata 200gr, scorzetta di limone; ingredienti per la copertura: cioccolato fondente 200gr, acqua 100ml, zucchero a velo 50gr, una noce di burro



Tritare finemente i pistacchi (devono risultare una granella sottile, da potersi incorporare ad un impasto, ma non troppo da non sparire). Lavorare con le fruste (o la planetaria se ce l'avete) i tuorli con lo zucchero per una decina di minuti. Aggiungere il burro fuso intiepidito e poi il vermouth, la farina, l'amido, il lievito e i pistacchi. Infine, mescolando dall'alto verso il basso, gli albumi precedentemente montati a neve molto ferma.

Cuocere a 180 gradi in forno statico per 40 minuti (e comunque sempre a prova di stecchino). Mentre la base cuoce preparare la farcia. Montare la panna molto bene (dopo averla tenuta qualche minuto in freezer). Passare la ricotta nel passino a mano. Mischiarle lentamente senza far smontare la panna. Aggiungere 2 o 3 cucchiai di zucchero (a piacimento) e una grattugiata di scorzetta di limone.

Una volta cotta la base, lasciarla intiepidire e tagliarla in tre strati. Riempire con la farcia inumidendo la torta con una bagna leggera di acqua, zucchero e un pochino di vermouth (o rum se preferite). In ultimo preparate la glassa come quella della sacher torte (procedimento qui) e rivestitela. Per la decorazione ho fato qualche spennellata con il cioccolato fuso sulla carta da forno e ho usato la granella di pistacchio. Eccola durante una cena con gli amici:




fotografie della fedele amica S. e dell'altra manina :) entrambi invitati alla cena.

mercoledì 5 marzo 2014

let's go fishing



L'amico M, (meglio noto al grande pubblico come l'animatore di questo celebre blog) mi ha commissionato un disegno per illustrare un programma di cene a base di pesce "buono, pulito e giusto" (se non avete colto la citazione, qui un aiutino).

Come spesso accade, il collagino fatto in tre secondi e mezzo alle 7,30 di mattina mi piace quasi più della versione definitiva, anche perché nel farlo avevo in testa una canzone che molto mi piacque in gioventù, e di cui ricordavo solo qualche parola:

Let's go fishing for a dream 

Let's find some place new 
Somewhere we can be ourselves 
Some of the time 





altro schizzo, scartato

giovedì 27 febbraio 2014

hard & soft




In questi giorni ho dovuto presentare per diversi progetti alcune immagini che spiegassero rapidamente cosa intendevamo fare.
La cosa più ovvia sarebbe stata fare dei render tridimensionali, ma non c'era tempo per farli fare e del resto a me non sono mai piaciuti molto.

Capisco bene che in molte occasioni siano un complemento indispensabile al progetto, però anche questi rapidi schizzi hanno fatto la loro figurina, in alcuni casi addirittura con un certo successo.


















Potrei scrivere tante cose su quello che penso del disegno come strumento per il progetto, ma c'è chi l'ha fatto al posto mio con una certa efficacia



Enzo Mari, LEZIONI DI DISEGNO, Rizzoli





martedì 25 febbraio 2014

il gusto del progetto



Quello del *progettare* è un gusto molto speciale. Negli anni ho capito che è uno dei fil rouge della mia vita, che va ben al di là di un titolo di architetto. È qualcosa che mi accompagna sin da piccola. Il piacere di inseguire un’idea, sceglierla fra le altre mille che ti frullano in testa e darle concretezza. E a quel punto prendere un foglio, fare uno schizzo e cercare soluzioni, possibilità, materiali.


Solo dopo nel caso del cucito si passa ad un vero o e proprio disegno tecnico, squadre e matita alla mano. Arrivare a maneggiare il tessuto è una conquista. Il resto è storia di forbici, impunture, cuciture, prova e riprova. in questo caso sono partita da ipotesi teoriche, nessun modello, solo idee.

 
Ecco la mia ultima realizzazione. Il tessuto proviene dal mercato di Porta Palazzo, mia grande fonte di ispirazione e miniera infinita di materiali. Qui anche sfondo per le fotografie scattate dalle altre due mani d’oro. special thanks*

lunedì 27 gennaio 2014

bambino


Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Alda Merini


il benvenuto di oggi è per Gianluigi, arrivato grandicello, pacifico e con tanti capelli!



baci baci e ancora baci [e un piccolo poncho per l'inverno torinese]