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martedì 13 maggio 2014

benvenuta Emma*

Eccoci ancora una volta alle prese con una nuova arrivata, questa volta in primavera...
Per lei qualcosa di colorato e giocoso, un portaciuccio giallo!


Il primo piano sull'uccellino a fiori


e per chiudere il pacchetto e naturalmente.. benvenuta Emma!


martedì 25 febbraio 2014

il gusto del progetto



Quello del *progettare* è un gusto molto speciale. Negli anni ho capito che è uno dei fil rouge della mia vita, che va ben al di là di un titolo di architetto. È qualcosa che mi accompagna sin da piccola. Il piacere di inseguire un’idea, sceglierla fra le altre mille che ti frullano in testa e darle concretezza. E a quel punto prendere un foglio, fare uno schizzo e cercare soluzioni, possibilità, materiali.


Solo dopo nel caso del cucito si passa ad un vero o e proprio disegno tecnico, squadre e matita alla mano. Arrivare a maneggiare il tessuto è una conquista. Il resto è storia di forbici, impunture, cuciture, prova e riprova. in questo caso sono partita da ipotesi teoriche, nessun modello, solo idee.

 
Ecco la mia ultima realizzazione. Il tessuto proviene dal mercato di Porta Palazzo, mia grande fonte di ispirazione e miniera infinita di materiali. Qui anche sfondo per le fotografie scattate dalle altre due mani d’oro. special thanks*

mercoledì 22 maggio 2013

cucire

*cuci un pezzo di stoffa, cuci un brano di lettera, cuci un’iniziale: in quel mezzo-punto non entra il vento* 
antonella anedda, la vita dei dettagli

nei momenti più intensi, in quelli nei quali la vita sembra troppo piena e sempre di corsa *cucire* rappresenta un approdo. silenzioso, mio, colorato, quasi zen. produrre piccoli oggetti ha il vantaggio di progetti che durano una sera o poco più, regalandoti qualcosa che pochi giorni prima non immaginavi.

ecco il progetto *tommaso*: pantalone arabo, scarpine e bavetta.


continua antonella andedda: *quand’ero piccola, tutte le donne di casa maneggiavano aghi. Mi hanno sempre affascinato gli aghi, hanno un potere magico. l’ago serve a ricucire gli strappi. è una richiesta di perdono. non è mai aggressivo, non è uno spillo*
anche io da piccola avevo intorno tanti aghi. il mio bisnonno, paolo, cuciva per mestiere ad alti livelli e una nostra vicina aveva un laboratorio sartoriale in casa, con alcune giovani lavoranti. aghi, fili, bottoni, nastri, tessuti attraversavano la mia immaginazione di bamina curiosa. e di là nasce la passione e resta salda negli anni.


anche per Antonella Anedda l'atto di cucire ha importanza tangibile, quasi da esorcismo, e a questo atto è intitolata la sezione centrale del suo libro di poesia, salva con nome. un altro suo lavoro si intitola la vita dei dettagli.

io come al solito mi perdo fra i ritagli e un po' mi ritrovo per le strade del mio amato e, in questi giorni ventoso, paese. è il luogo di elezione per fare emergere i ricordi e risvegliare l'amore per le mie passioni, i legàmi, i dettagli che sono fondamentali.e ritrovando gli amici, le strade, gli oggetti emergono chiare e stese al sole le passioni: cucire (e non solo).


ps: le foto, quelle belle, sono dell'infallibile fotònico!


martedì 23 aprile 2013

le sette vite di una camicia

Tutto ha avuto inizio durante uno swap di vestiti organizzato da alcune amiche. 
A chi si sta chiedendo cosa diavolo sia uno swap o muore dalla voglia di organizzarne uno consiglio questo link.


Ma torniamo al nostro. Avevo intravisto nel mucchio un tessuto interessante. Per intenderci, mi muoveva lo stesso istinto da speleologa del mercato dell'usato che mi ha sempre contraddistinto. Il disegno fiorato mi faceva pensare alle meraviglie dei tessuti londinesi di  Liberty. Il tatto non mentiva: era seta. Purtroppo la delusione è arrivata in fretta: tirandola su, ho riconosciuto il tremendo modello con manica a sbuffo e spallina incorporata. Sapete di cosa parlo, sono sicura ;)

Eppure non mi sono arresa: le premesse restavano buone. Lasciata decantare per un bel po' la camicia da nonnetta arzilla è arrivata recentemente sotto le mie forbici e ha trovato due nuove vite.

Il tessuto base l'ho comprato da Gioacchino, il baffuto signore siciliano del mercato che vende stoffe delle manifatture di Como. Totale della spesa: cinque euro. La famosa camicia l'ho usata per i dettagli: il bordo della scollatura e il taschino segreto!


La seconda è un po' più fantasiosa e tiene insieme tre tessuti. La camicia sul corpetto davanti, i ritagli di una vecchia maglietta di cotone blu e un pezzo di stoffa che mi era avanzato dal top double face. Totale della spesa zero euro. Ma ecco il risultato


qualche dettaglio per vederci più chiaro



Non so di chi fosse questa camicia prima di essere di chiara. Qui si è reincarnata ben due volte.. chi dovesse riconoscerla potrebbe raccontarci le sue vite precedenti! 

mercoledì 3 ottobre 2012

pantaloni sperimentali

non c'è che dire. disegnare, tagliare e cucire un paio di pantaloni non è impresa semplice.
specialmente quando si hanno in mente una serie di idee teoriche (da riportare su carta e poi su stoffa) e nessun cartamodello pronto che corrisponde. bene, questi che vi faccio vedere sono il frutto del mio primo esperimento.


come noterete la parte della cintura è di un altro tessuto. potrei facilmente sostenere che si tratti di una scelta stilistica. ma così non è. la verità è che il primo tentativo è andato male!
per recuperare almeno una parte del tessuto ho tenuto la cintura e ho continuato con dell'altra stoffa.
ma la mia proposta sperimentale di oggi non si ferma qui. provo a farvi vedere la composizione del modello in qualche passaggio.


tutto chiaro?


giovedì 6 settembre 2012

luci da sud


ricominciamo con un post di bentrovati intriso di sud.
esperimento di cucito doppiamente double face: canotta e coprispalle

immancabili foto by fotònico




lunedì 2 luglio 2012

(il mio primo) total look

Questa volta la posta era abbastanza alta.
Cucirsi un vestito, anzi di più, crearsi un total look per il matrimonio degli amici m&m. 
Una sorta di gesamtkunstwer che comprende un abito, un coprispalle, una borsa e una spilla. 
La spilla è già passata di qui in anteprima. ecco il resto.

È bello pensare di poter scegliere tutto: dall’abbinamento dei colori, alla scollatura, alla larghezza, al modo in cui ti cade. Ma è anche vero che alla fine è come essere misurati continuamente con una scelta e una piccola decisione da prendere. E allora imbastisci, prova, segna, scuci, riprova e via così...


E poi la ricerca: dei tessuti , delle pietre da mettere sulla borsa ,  del silicone per rendere movimentate le foglie della spilla, del filo di seta per l’impuntura.

 Insomma, una bella impresa. Chissà se giusi f. mi assegnerebbe la celeberrima buccia (di banana).

foto a cura di fotònico

lunedì 28 maggio 2012

amo il ricamo



Un'idea che mi frullava da un po' in testa era quella di fare delle magliette con dei disegni, ma che fossero un po' diverse da quelle solite stampate (anche perché non avrei saputo come stamparle, del resto): l'occasione per cimentarmi con questa nuova attività è giunta con il compleanno dell'amico P. che abbiamo celebrato ieri al parco.

Per lui e la sua socia, la mia amica F., avevo tempo fa disegnato un logo per lo studio che hanno fondato insieme, e ho pensato che potevo partire da quelle immagini per fare la maglietta:






Per riportare l'immagine sulla t-shirt ho pensato che potevo RICAMARLA, ed é esttamente quello che ho fatto: ho preso un pezzo del mio copripiumino giallo (la biancheria ZARA HOME è più grande dei piumini di IKEA, quindi avanzava un po' di stoffa), della lana e del filo nero, ho tagliato, cucito e ricamato, et voilà:






Francesco Vezzoli, fatti da parte: l'arte del ricamo ha una nuova stella.



domenica 6 maggio 2012

nina, un po' mina

ieri sera concerto torinese di nina zilli.
e così questa regina - un po’ mina, un po’ nina (simone), un po’ amy (winehouse), un po’ nilla (pizzi), un po' anche moira (orfei) - mi ha conquistato ancora una volta!
 
ieri più di tutte mi ha ricordato la mia amatissima mina con le sue parole, il suo look, le sue lunghe e sinuose braccia. 
a lei dedico questi miei esperimenti in fatto di cucito. un abitino blu un po’ nostalgico:

e una cintura double face, si usa di qua e di là!


chissà se alla nostra beniamina piacerebbero!