con molto ritardo, festeggiamo l'arrivo della piccola Amalia*
ma si sa, l'autunno concilia l'idea di tornare agli amati ferri...
mercoledì 28 ottobre 2015
lunedì 15 settembre 2014
tieni un capo del filo, Noa!
** Tieni un capo del filo, con l'altro capo in mano io correrò nel mondo.
E se dovessi perdermi, tu, mammina mia, tira.**
M. Mazzantini
Ecco le scarpe per la piccola *Noa*
E la loro scatoletta
*Benvenuta Noa!*
lunedì 30 giugno 2014
la mia cheesecake
Da molto tempo pensavo di provare a realizzare una cheesecake. Il modello che avevo in mente mi faceva ricordare quelle torte della boutique jaune di Parigi o quelle delle indimenticabili vetrine di New York. Non avendo una ricetta *mia*, ne ho composta una cercando qua e là. A noi è piaciuta, provare per credere! Non è difficile, ha un'unica delicatezza: ha bisogno di tempi di riposo un po' lunghi, perciò armatevi di pazienza :)
ingredienti
Per uno stampo da 20-22 cm (sono una decina di fette piuttosto generose)
per la base: 300 g di biscotti digestive , 80 g di burro sciolto, 1 cucchiaino di miele per l'interno: 400 g di formaggio bianco cremoso, 300 g di ricotta mucca, 200 g di zucchero, 150 g di panna fresca, 1 vasetto di yogurt intero naturale, 3 uova, la buccia di 1 limone grattugiata, un pezzo di bacca di vaniglia, 1 cucchiaio di farina 00
per il topping: circa 1/2 Kg di ciliegie, tre cucchiai di zucchero, mezzo foglio di gelatina.
procedimento
Si comincia dalla base: si frullano i biscotti e si aggiungono il burro, il miele, un pizzico di sale e uno di cannella. Usando questo impasto si fodera una teglia (sulla base e sui bordi). Io ho usato una teglia con la cerniera foderata con la carta forno. Si mette in frigo per una mezzoretta. Si crea poi una crema amalgamando la ricotta passata nel passino a mano, il formaggio bianco, la panna liquida, lo yogurt, le uova un po' sbattute, la buccia di limone grattugiata, un po' di semi presi dalla bacca di vaniglia. Una volta ottenuta una crema liscia e chiara si versa nella teglia e si informa a 160° per circa un'ora. La torta è pronta quando profuma e inizia a dorarsi. Prima di aprire il forno bloccare lo sportello semi aperto per qualche minuto. Bisogna evitare lo shock termico perché la fa spaccare. Una volta cotta deve stare a temperatura ambiente per un paio d'ore e in frigo per altre due o tre ore.
Mentre il dolce è in frigo si può realizzare un topping alla frutta (meglio frutti rossi). io ho usato le ciliegie. le ho snocciolate e messe in padella per qualche minuto con un po' di zucchero. ho spento il gas e separato le ciliegie dal succo. nel succo ho sciolto mezzo foglio di gelatina precedentemente ammorbidito in acqua fredda. Sulla cheesecake (che era già in frigo da un'oretta) ho messo prima le ciligie e poi la gelatina rossa. Rimesso tutto in frigo l'ho servita dopo un paio d'ore e il giorno dopo era buonissima!
vediamo se indovinate chi ha fatto le foto (ricompensato da una fetta)
martedì 13 maggio 2014
benvenuta Emma*
Eccoci ancora una volta alle prese con una nuova arrivata, questa volta in primavera...
Per lei qualcosa di colorato e giocoso, un portaciuccio giallo!
Il primo piano sull'uccellino a fiori
e per chiudere il pacchetto e naturalmente.. benvenuta Emma!
Per lei qualcosa di colorato e giocoso, un portaciuccio giallo!
Il primo piano sull'uccellino a fiori
e per chiudere il pacchetto e naturalmente.. benvenuta Emma!
lunedì 14 aprile 2014
sete giapponesi e bottoni
Uno dei ricordi più belli che ho portato con me dal Giappone è certamente quello legato ai tessuti. Le grafiche, i colori e la fattura: lì ho toccato sete che non ho incontrato in nessun altro posto. Le più belle e preziose sono certamente quelle antiche. Nello zaino al ritorno avevo un sacchetto con degli spezzoni di antichi kimono. Questa collana è fatta con uno degli scampoli.
Alla seta giapponese ho abbinato una manciata di bottoni che stavano sparsi dentro una delle buste che mi aveva regalato mia zia Paola (ricco bottino di una gita al mercato). Eccoli, dunque, i bottoni e una parte del piccolo tesoro delle sete orientali.
E infine, la collana indossata in una mattina di primavera.
venerdì 21 marzo 2014
ti riempio di botti
Le botti in questione sono quelle di cui si riempirà il museo Unicum di Budapest.
Queste botti sono state illustrate da me e da altri prodi giovani artisti durante una serata (devo ammettere abbastanza simpatica) che si è tenuta alla Fonderia Napoleonica di Milano.
Inizialmente l'idea di performance live, in serata VIP (definizione dell'agenzia organizzatrice), a Milano non mi sorrideva troppo, ma poi l'idea di incontrare gli amici V, G e R, oltre che Fr e Gh che sarebbero stati lì a fare foto e video, ha avuto la meglio (insieme a una vile considerazione di natura pecuniaria sulla quale soprassederei).
Senza contare che nell'ultimo numero di Creative Review, dedicato all'illustrazione, si sostiene che la live illustration agli eventi è il dernier cri definitivo.
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| ecco la prova |
Insomma: serata carina, colleghi simpatici e perfino, in alcuni casi, socievoli (qualità apparentemente da aborrire per essere un vero illustratore di grido, motivo per cui temo che non diventerò mai famoso), drinketti free e amici in giro... io mi son divertito.
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| versione 1 in cui ho cercato di imbucare la solita Louise Brooks, rifiutata |
Qui un po' di foto della faccenda, realizzate dagli ottimi OFFICINA38, con me e i miei colleghi (Valeria Salvo, Simone Bubbico, Michela Pennesi e Typophrenic) e Isabella Zwack, proprietaria di Unicum, che è una vera sagoma.
e un selfie Hollywood style con los amigos.
P.S.: se proprio non sapete cosa fare per cinque minuti, votatemi qui
https://www.unicum.it/
ciaociao
lunedì 17 marzo 2014
amo la Sicilia* torta pistacchio, ricotta e cioccolato
Avevo tantissimi pistacchi che mi aveva portato mia mamma da
un suo viaggio a Siracusa e ho cercato in giro per il web delle ricette.
Nessuna mi ha convinto e allora ho pensato a un abbinamento di profumo siculo
pitacchio+ricotta+cioccolato (giusto un po'). Ed ecco il risultato (nella foto
qui sotto vedete il binomio Mani D'oro sullo sfondo)
ingredienti per la base della torta: pistacchi tostati (ma
non salati) 300gr, farina 00 50gr, amido 50gr, zucchero 250gr, burro 80
gr, uova 6, vermouth 1/2 bicchiere, lievito per dolci 1 bustina; ingredienti per la farcia: ricotta (io ho usato quella di
mucca) 300gr, panna montata 200gr, scorzetta di limone; ingredienti per la copertura: cioccolato fondente 200gr,
acqua 100ml, zucchero a velo 50gr, una noce di burro
Tritare finemente i pistacchi (devono risultare una granella sottile, da potersi incorporare ad un impasto, ma non troppo da non sparire). Lavorare con le fruste (o la planetaria se ce l'avete) i tuorli con lo zucchero per una decina di minuti. Aggiungere il burro fuso intiepidito e poi il vermouth, la farina, l'amido, il lievito e i pistacchi. Infine, mescolando dall'alto verso il basso, gli albumi precedentemente montati a neve molto ferma.
Cuocere a 180 gradi in forno statico per 40 minuti (e
comunque sempre a prova di stecchino). Mentre la base cuoce preparare la farcia. Montare la panna
molto bene (dopo averla tenuta qualche minuto in freezer). Passare la ricotta
nel passino a mano. Mischiarle lentamente senza far smontare la panna.
Aggiungere 2 o 3 cucchiai di zucchero (a piacimento) e una grattugiata di
scorzetta di limone.
Una volta cotta la base, lasciarla intiepidire e tagliarla
in tre strati. Riempire con la farcia inumidendo la torta con una bagna leggera
di acqua, zucchero e un pochino di vermouth (o rum se preferite). In ultimo preparate la glassa come quella della sacher torte
(procedimento qui) e rivestitela. Per la decorazione ho fato qualche spennellata con il
cioccolato fuso sulla carta da forno e ho usato la granella di pistacchio.
Eccola durante una cena con gli amici:
fotografie della fedele amica S. e dell'altra manina :)
entrambi invitati alla cena.
mercoledì 5 marzo 2014
let's go fishing
L'amico M, (meglio noto al grande pubblico come l'animatore di questo celebre blog) mi ha commissionato un disegno per illustrare un programma di cene a base di pesce "buono, pulito e giusto" (se non avete colto la citazione, qui un aiutino).
Come spesso accade, il collagino fatto in tre secondi e mezzo alle 7,30 di mattina mi piace quasi più della versione definitiva, anche perché nel farlo avevo in testa una canzone che molto mi piacque in gioventù, e di cui ricordavo solo qualche parola:
Let's go fishing for a dream
Let's find some place new
Somewhere we can be ourselves
Some of the time
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| altro schizzo, scartato |
giovedì 27 febbraio 2014
hard & soft
La cosa più ovvia sarebbe stata fare dei render tridimensionali, ma non c'era tempo per farli fare e del resto a me non sono mai piaciuti molto.
Capisco bene che in molte occasioni siano un complemento indispensabile al progetto, però anche questi rapidi schizzi hanno fatto la loro figurina, in alcuni casi addirittura con un certo successo.
Potrei scrivere tante cose su quello che penso del disegno come strumento per il progetto, ma c'è chi l'ha fatto al posto mio con una certa efficacia
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Enzo Mari, LEZIONI DI DISEGNO, Rizzoli |
martedì 25 febbraio 2014
il gusto del progetto
Quello del *progettare* è un gusto molto speciale. Negli anni
ho capito che è uno dei fil rouge della mia vita, che va ben al di là di un titolo di
architetto. È qualcosa che mi accompagna sin da piccola. Il piacere di inseguire
un’idea, sceglierla fra le altre mille che ti frullano in testa e darle
concretezza. E a quel punto prendere un foglio, fare uno schizzo e cercare
soluzioni, possibilità, materiali.
Solo dopo nel caso del cucito si passa ad un vero o e
proprio disegno tecnico, squadre e matita alla mano. Arrivare a maneggiare il tessuto è una conquista. Il resto è
storia di forbici, impunture, cuciture, prova e riprova. in questo caso sono partita da ipotesi teoriche, nessun modello, solo idee.
lunedì 27 gennaio 2014
bambino
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
Alda Merini
il benvenuto di oggi è per Gianluigi, arrivato grandicello, pacifico e con tanti capelli!
baci baci e ancora baci [e un piccolo poncho per l'inverno torinese]
mercoledì 13 novembre 2013
sacher, detto tutto
Icona dei golosi, celeberrima e pluricelebrata: la Sacher torte.
Notevole anche la sua inventrice viennese, Anna Sacher. Qui in una meravigliosa posa salottiera
oggi propongo la mia versione, risultato garantito! cominciamo con gli ingredienti
Notevole anche la sua inventrice viennese, Anna Sacher. Qui in una meravigliosa posa salottiera
oggi propongo la mia versione, risultato garantito! cominciamo con gli ingredienti
per la base: farina00 100
gr, frumina 50 g, cioccolato fondente 150 gr , burro 150 gr
, zucchero 150 gr , uova 5 , vanillina 1 bustina , sale un pizzico , bicarbonato la punta di cucchiaino, confettura di albicocche 320 g
per la
glassa: cioccolato fondente 200gr , burro 50 gr, zucchero a velo 100gr, acqua 100 ml
cominciamo con due raccomandazioni. Gli ingredienti devono essere tutti a temperatura ambiente, in particolare il burro (che deve essere morbido) e le uova. Il cioccolato fondente deve essere di ottima qualità! altrimenti ne risentono il gusto e il profumo e la glassa rischia di non essere lucida come dovrebbe.
Ma adesso cominciamo.
Ma adesso cominciamo.
Sciogliere 150 grammi di cioccolato fondente a bagnomaria e far
intiepidire.
Lavorare con le fruste il burro a crema con lo zucchero e la vanillina. Unire i tuorli d'uovo uno per volta, dando tempo al composto di assorbirli prima di aggiungere il successivo. Colare il cioccolato fuso e tiepido amalgamando bene. Aggiungere poi farina, la frumina, il bicarbonato. In una ciotola a parte montare gli albumi a neve ben ferma con il pizzico di sale ed incorporarli all'impasto con una spatola in silicone. Imburrare e infarinare bene uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro e versarvi il composto. Infornare a 180° per circa 45 minuti (fare comunque la prova con uno stecchino o coltello). Sfornare e capovolgere la torta su una gratella, lasciandola raffreddare.
Tagliare poi orizzontalmente la base in due dischi e cospargere generosamente il disco inferiore con la confettura di albicocche. Chiudere con il disco superiore e con una parte della confettura filtrata cospargere la superficie e i lati della torta. Lasciare asciugare un po'.
Lavorare con le fruste il burro a crema con lo zucchero e la vanillina. Unire i tuorli d'uovo uno per volta, dando tempo al composto di assorbirli prima di aggiungere il successivo. Colare il cioccolato fuso e tiepido amalgamando bene. Aggiungere poi farina, la frumina, il bicarbonato. In una ciotola a parte montare gli albumi a neve ben ferma con il pizzico di sale ed incorporarli all'impasto con una spatola in silicone. Imburrare e infarinare bene uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro e versarvi il composto. Infornare a 180° per circa 45 minuti (fare comunque la prova con uno stecchino o coltello). Sfornare e capovolgere la torta su una gratella, lasciandola raffreddare.
Tagliare poi orizzontalmente la base in due dischi e cospargere generosamente il disco inferiore con la confettura di albicocche. Chiudere con il disco superiore e con una parte della confettura filtrata cospargere la superficie e i lati della torta. Lasciare asciugare un po'.
Mentre la base assorbe la confettura passare alla glassa: far bolllire l'acqua con lo zucchero a velo.
a bagno maria sciogliere il cicoccolato con il burro. Far intiepidire un po' l'acqua e mischiare i due composti
mescolando bene con una frusta. Far sciogliere tutto sul fuoco e una volta
intiepidito (e rappreso un po') farla colare sulla torta posata sulla gratella.
Versare la glassa sulla torta in modo da coprirla completamente (e che la glassa in eccesso finisca su una superficie dalla quale poterla recuperare. Un consiglio: quando si versa la glassa conviene cominciare dai bordi e poi coprire il centro. In questo modo non c'è bisogno di spatolare.
Con la glassa in più scrivere "sacher" costruendo un conetto di carta da forno con la punta molto stretta..Come prevede la tradizione servitela con una bella montagna di panna
montata.
Sacher, detto tutto!
lunedì 4 novembre 2013
manuale per liberarsi dal rumore del mondo
E' finalmente in uscita il libro del monaco buddista Keisuke Matsumoto, "Manuale di un monaco buddhista per liberarsi dal rumore del mondo; 37 esercizi per ottenere la tranquillità dell'anima", con i miei disegni e la traduzione dell'amica R.
Correte in liberia!
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